Capanna e lago Leit

  

Ciao a tutti,

eccomi qui a raccontarvi la mia spedizione fotografica del 13-14 settembre al Leit, dove ho pernottato in capanna. Lo scopo di questi racconti è di rendervi partecipi delle mie uscite e di spiegarvi come effettuo le mie foto.

 

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Per tutta la settimana non ho avuto problemi fisici, ma per sicurezza ho preso qualche pastiglia, sempre con il timore che da un momento all’altro il dolore sarebbe tornato… invece niente! Mi sveglio venerdì mattina e sto bene! Così chiamo la capanna e prenoto.

 

Ho scelto Leit prima di tutto perché ci vuole solo un’ora e mezza ad arrivarci, poi perché c’ero già stato e mi ricordavo che il lago era molto bello, spero non mi deluda. Prendo la funivia e salgo al Lago Tremorgio. Inizio a camminare: mi aspettano circa 500 metri di dislivello. Meglio non pensare alle distanze che coprivo fino all’anno scorso…

 

Comunque già poco dopo la partenza intravedo una buona possibilità per fotografare: il sole che filtra attraverso i pini.

In seguito mi fermo a pranzare nella stupenda pianura dell’Alpe Campolungo dove ovviamente faccio anche alcune foto: prima del fiume, per la serie Trame, utilizzando il teleobiettivo. Poi monto il grandangolare visto che noto un sasso che ha la forma simile alla montagna alle sue spalle.

Proseguo a camminare e vedo diverse marmotte che corrono… riesco velocemente a fotografarne una utilizzando il metodo del panning, che consiste nel seguire il soggetto con la macchina e utilizzare un tempo di scatto non troppo rapido, così da ottenere il soggetto il più possibile a fuoco e il resto sfocato. Uno scatto fatto in questo modo dà la sensazione di movimento. Al contrario se si usano tempi rapidi tutto appare a fuoco, perché si blocca il movimento.

Prima di effettuare l’ultima salita noto un ponte a cui faccio diverse foto, ma niente di speciale… ma subito dopo i miei occhi notano lo stupendo colore del fiume con alle sue spalle l’erba verde e arancione: non riesco a resistere e scatto!

Poco dopo giungo alla capanna, dove mi siedo a sorseggiare la meritata birretta e noto alcuni scalatori sul Pizzo Prevat… impossibile non fotografare: non ho un attimo di pausa. Ho impiegato circa due ore e mezza a salire, causa le numerose fermate per la cattura di immagini…

Dopodiché mi reco al laghetto, distante solo un paio di minuti, per vedere se c’è già qualche riflesso interessante, ma soprattutto per capire i migliori siti dove scattare il giorno dopo al mattino presto, con luce migliore. Di riflessi ce ne sono pochi ma noto alla fine del laghetto una zona affascinante: il sole batte sulla sabbia bagnata tra i pennacchi…

Successivamente cerco delle pozze che mi sono state segnalate dal gentilissimo personale della capanna… ma non le vedo subito, sbagliando trovo un punto dove si vede l’Alpe dall’alto e con gli scatti cerco di “giocare” con le forme del masso e del fiume sottostante. Ci sono dei cavi che rovinano solo leggermente le immagini, perché quasi non si scorgono. Eventualmente le toglierò in fase di post-produzione, anche se preferisco di solito non stravolgere ciò che vedo.

Alla fine le pozze le trovo, ma non ci sono scatti interessanti.

  

Dopo una gustosa cena in compagnia di quattro svizzeri francesi vado a nanna. Colazione alle 7.30 e alle 8.00 inizio a scattare: prima le montagne circostanti la capanna, in seguito mi sposto al laghetto dove effettuo numerosi scatti, praticamente concentrandomi solo sui Riflessi, anche se riesco a fare pure una foto per la serie Collegamenti.

Durante la discesa ho ancora delle possibilità di effettuare foto, poi decido di allungare la discesa, visto che il mio fisico pare reggere e mi reco al lago Leiarozza su un sentiero alpino, T4 (marcato bianco-blu). Qualche centinaio di metri in salita e ammiro il Tremorgio dall’alto.

Spero con questo articolo di avere suscitato il vostro interesse e di essere riuscito a trasmettere almeno una parte delle emozioni che ho provato!

 

Saluti!

  

Samuel

  

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Commenti: 8
  • #1

    mariella (lunedì, 23 settembre 2013 00:14)

    É bellissimo poter vivere insieme a te quest avventura la foto con lo scalatore da veramente la misura della grandiosità della montagna .il tutto mi regala sensazioni di pace e oggigiorno non é per niente semplice .spero che presto ci regalerai altre avventure .grazie

  • #2

    Samuel Morisoli (lunedì, 23 settembre 2013 10:33)

    Grazie Mariella... il tuo commento mi fa capire che vado nella direzione giusta. Certo che vi "regalerò" altre avventure. Comunque se vuoi rimanere aggiornata iscriviti alla newsletter. Al momento sono in pochi, ma in seguito penso di avvisare chi è interessato all'uscita di nuovi articoli.
    Saluti

  • #3

    Luca (lunedì, 23 settembre 2013 19:49)

    Ciao Samuel,sottoscrivo pienamente tutto quello che ha scritto Mariella . È veramente un sito molto interessante, fresco e scorrevole !! È un piacere averlo scoperto e sarà un piacere seguirlo in futuro. Aspetto con ansia qualche racconto " africano" , ma nel frattempo mi delizierò guardando le bellissime foto " raccontate" delle tue escursioni. Un grosso in bocca al lupo. Luca

  • #4

    Samuel Morisoli (martedì, 24 settembre 2013 14:10)

    Grazie mille Luca per il tuo messaggio e grazie anche per il suggerimento che mi hai dato. Come sai nella categoria Africa mancherebbe ancora una serie... beh sicuramente la presenterò sotto forma di articolo. Non ci avevo pensato... Samuel

  • #5

    KuMa (martedì, 24 settembre 2013 19:17)

    Ciao Samuel

    Grosses Kompliment für Deine aussergewöhnlichen Bilder!

    Wir freuen uns auf ein Wiedersehen

    Kurt und Marietta

  • #6

    Samuel Morisoli (mercoledì, 25 settembre 2013 13:58)

    Ciao Kurt, ciao Marietta.
    Vielen Dank!
    Speriamo di vederci presto

  • #7

    Capanna Leit (giovedì, 26 settembre 2013 23:49)

    Ciao Samuel! Ci piace molto molto! Coniugare arte fotografica e racconto é bello come mangiare la macedonia con la panna...eheheh a presto amico

  • #8

    Samuel Morisoli (domenica, 29 settembre 2013 12:35)

    Grazie mille! mi è piaciuta molto la similitudine eheh

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